Sport e Poesia: una serata di amarcord

21.08.2016 13:14 di Salvatore Puccio   Vedi letture
Sport e Poesia: una serata di amarcord

E’ stata una serata da amarcord, quella che si è svolta al Circolo Tennis Trapani, ieri sera, che ha visto la presenza di vecchie glorie dello sport trapanese: da Bartolo Sorrentino, Gaetano Nicotra, Mario Fontana, Vito Rallo, Giovanni Mastai, a Carmelo Mastai, Vincenzo Tilotta, Ernandez, Cece Castelli, Lilli Vento, Nicola Anselmo, Peppe Vento e la lista potrebbe ancora continuare. In tanti non si vedevano da molti anni ed è stato emozionante ascoltare i loro racconti e i piccoli episodi vissuti da avversari o da compagni di squadra. Qualcuno non c’è più tra questi, come il collega Franco Auci, che con i suoi articoli e i suoi libri ha raccontato meglio di ogni altro la storia sportiva trapanese. Ma in rappresentanza c’era la sorella. La serata dal tema “Sport e Poesia senza confine”, ha visto il suo epilogo nella presentazione del suo ultimo libro di poesie intitolato “Sal’E Zucca” dell’autore Francesco La Commare, anche lui una vecchia gloria, ex portiere dell’Entello Erice negli anni 60 - 70, ormai da più di trent’anni trapiantato a Como dove vive con la famiglia. Ma trapani è, e sarà sempre nel suo cuore, come la poesia, la sua passione. L’ha voluta condividere per una sera con i suoi amici recitandone alcune del suo nuovo libro.Tra queste, la prima, dedicata all’amico e cronista trapanese Franco Auci. Ho raccolto le sensazioni provate in questa serata dall’autore, Francesco La Commare: - “Sono emozioni indescrivibili”- esordice Francesco La Commare con le lacrime agli occhi – “rivedere tanti amici, compagni di tante battaglie, viene quasi quasi la voglia di ritornare a Trapani per viverli quotidianamente. Ai tempi miei il calcio si viveva con il cuore, c’era passione, sentimento, amicizia”- continua Francesco – “come fai a dimenticare queste cose. Bello veramente tutto bello questa sera. L’emozione più grande, lasciamela dire è stata quella di rivedere dopo 52 anni Mario Giammanco che era stato assieme a me per due anni all’Entello, pure lui portire, ma non giocò mai ed in una intervista disse”: -  “non posso giocare, se davanti ho un portiere come Francesco La Commare” – “Ci siamo abbracciati e pianto come due ragazzi, sono queste le cose belle della vita. Mi auguro” – “conclude La Commare – “che di queste serate ce ne possano essere tante altre”