I numeri della Virtus Roma, prossimo avversario della Pallacanestro Trapani

 di SNT Redazione  articolo letto 23 volte
I numeri della Virtus Roma, prossimo avversario della Pallacanestro Trapani

Tanto è cambiato rispetto alla gara del PalaConad quando la Virtus ebbe la meglio su Trapani in extremis. Non c’è più coach Fabio Corbani ed, al suo posto, troviamo coach Luca Bechi che, tra alti e bassi, sta cercando di risollevare la squadra dalle posizioni calde della classifica. Certo, le ambizioni di inizio stagione recitavano almeno un posto nei play-off ma, al momento, l’obiettivo a portata di mano del team capitolino è quello di evitare ciò che per la gloriosa storia della società non è nemmeno pensabile. Il roster è in evoluzione, in virtù degli arrivi dell’ex Trapani Demian Filloy (1982) che è sceso sul parquet appena due volte ed è attualmente ai box, nonché del playmaker, ex Rieti e Torino, Davide Parente (1983) che è un giocatore da 1c1 oltre che maestro nel trovare il compagno libero per una buona conclusione. Usa moltissimo il tiro dalla distanza e non è certo timido in attacco, dato che ama prendersi diverse responsabilità. Ha esordito a Scafati (10 p.ti, 6 assist e 3/10 dal campo), e non farà di certo mancare al sistema offensivo della Virtus il suo carisma e la notevole esperienza che ha alle spalle. Nello stesso ruolo troviamo anche il playmaker del 1998 Tommaso Baldasso che, in prestito da Torino, non difetta certo di personalità che sta mettendo al servizio della squadra. I suoi numeri stagionali: 8.1 p.ti, 3.2 rimbalzi e 3.4 assist per partita. Le percentuali dal campo dicono 50% da due ed un migliorabile 29% da tre (su oltre 5 tentativi), mentre ai liberi sta faticando (69%). La guardia, ex Trapani, Massimo Chessa (1988) non ha bisogno di presentazioni e fa male con il suo proverbiale tiro da fuori. Finora viaggia con 8.3 p.ti e 2.7 assist di media che depongono in favore delle sue qualità di passatore. Quando è in campo, si esalta, come detto, dalla distanza con tanti tentativi ad allacciata di scarpe (40%), risultando molto preciso anche ai liberi (92%). Giocatore di “striscia”! Aaron Thomas (1991) è la talentuosa ala piccola U.S.A. che mette al servizio della squadra le sue indubbie doti atletiche ed un bagaglio offensivo di prim’ordine. Buono poi il suo apporto nella metà campo difensiva, oltre che nel dare una mano nella lotta sotto le plance (5.6 rimbalzi per gara). Garantisce inoltre alla causa 20.4 p.ti, 4.2 falli subiti, il 54% da due (su oltre 12 tentativi) mentre da tre si ferma al 28%. Il 91% dalla lunetta e qualche assist a match (2.2) chiudono poi il quadro. Sotto canestro troviamo due lunghi atipici. Il primo è l’U.S.A. Lee Roberts (1987) che ha praticamente girato i parquet di tutto il pianeta (Israele, Australia, Argentina, Giappone e Venezuela tra gli altri), ed è un ottimo atleta che corre bene in transizione e che, in attacco, può giocare sia spalle a canestro che mettere palla a terra per giocarsi l’uno contro uno. Anche il tiro dalla media gli sorride e finora è stata una vera e propria arma letale. Le cifre stagionali parlano infatti ampiamente in suo favore: 19.7 p.ti e 8.9 rimbalzi a match. Il 59% da due è ancora più “pesante” in virtù degli oltre 11 tentativi per gara. I 5.4 falli subiti per partita dimostrano la sua pericolosità e versatilità tattica. La mette anche da oltre l’arco dei 6.75 (31%). L’altro lungo, anch’esso più un’ala che un centro, è Aristide Landi (1994), scuola Virtus Bologna, che scrive a referto numeri davvero interessanti: 11.9 p.ti oltre 5.3 rimbalzi per gara. Il talento e la mano educata non gli mancano di certo, nonostante l’insolito 29% da tre, specialità che usa più del tiro da sotto, aspetto senz’altro insolito per un lungo. Sulla dolcezza dei polpastrelli non vi sono davvero dubbi (56% da due, 92% ai liberi e 3.7 falli subiti di media). Titolare aggiunto è la guardia Giuliano Maresca (1981) che sul perimetro di esperienza ne ha da vendere e garantisce difesa e tiro da fuori. Nella Capitale sta vivendo una seconda giovinezza, ed i numeri attuali ne sono chiara testimonianza: 7.1 p.ti ad incontro ed il 41% da tre. Le percentuali dalla lunetta sono eccellenti, con il 92%, mentre risultano senz’altro migliorabili quelle da due (44%). Non di rado da una mano in cabina di regia. C’è poi l’atletica ala-pivot del 1995 Gabriele Benetti che, dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro patita la scorsa stagione, sta recuperando la sua fisicità nei pressi dell’area colorata. I suoi numeri finora: 4.2 p.ti (52% da due) e 2.5 rimbalzi in oltre 17’ di utilizzo medio. Sulla mano però deve lavorare ancora (20% da tre), come “suggerisce” il 67% dalla lunetta. Il playmaker del 1995 Nicolò Basile, ex Pesaro e Verona, finora ha inciso poco nei quasi 11’ di campo concessigli. Stessa cosa per l’ex Chieti Jacopo Vedovato, pivot del 1995 che, negli oltre 9’ di utilizzo medio, ha prodotto appena 1.9 p.ti (75% da due) e 1.4 rimbalzi a match.