I numeri di Casale Monferrato

23.10.2018 23:09 di Michele Scandariato  articolo letto 13 volte
I numeri di Casale Monferrato

In estate la Novipiù ha cambiato parecchio, diversi infatti i big andati via. A partire da coach Marco Ramondino, ed i veterani Tomassini, Blizzard e Sanders che costituivano un nucleo coeso e vincente. La squadra però non ne ha risentito, confermandosi solida e collaudata, con un sistema di gioco che funziona come un orologio. Merito in gran parte di coach Mattia Ferrari che, da sempre, fa giocare particolarmente bene le proprie squadre, permettendole di andare oltre il talento a disposizione. Lo straordinario percorso compiuto nelle scorse stagioni a Legnano ed il tris di vittorie, su altrettante gare disputate, conseguito finora ne danno ampia testimonianza. Un gioco più veloce ed offensivo rispetto al passato, rotazioni a dieci e la consueta meticolosa applicazione difensiva stanno dando, come detto, eccellenti dividendi, e soprattutto il primo posto ad Ovest, frutto di un’organizzazione tattica finora perfetta. Il miglior marcatore al momento è il centro titolare, lo statunitense Kruize Pinkins (1993), lo scorso anno in Bundesliga (11.1 p.ti, 54.4% da due e 5.8 rimbalzi) che è un lungo con non tantissimi centimetri ma atletismo e versatilità da vendere. Viaggia alla grande con 23 p.ti (61% da due), 5.3 falli subiti, ben 12.6 rimbalzi e 3.3 assist di media. Non solo balzi nel pitturato quindi, ma visione di gioco e mani educate, come dimostra anche il 40% da tre. Numeri da MVP finora! In cabina di regia c’è l’altro U.S.A. Bradley Glen Tinsley (1989), play-guardia che, terminato il college, ha maturato parecchia esperienza nel vecchio continente, in Belgio, ProB Francese, Germania, Portogallo, Lituania, disputando anche le Coppe Europee. Giocatore d’ordine con buona visione di gioco che traduce alla perfezione il credo cestistico professato dal proprio coach. Può mettersi anche in proprio. Finora 10.3 p.ti, 2.3 falli subiti, 4 rimbalzi e ben 4.3 assist a match. Le percentuali al momento sono un po’ altalenanti, sia da tre (33%) sia dalla lunetta (68%). La guardia è l’italo argentino Bernardo Musso(1986), ex Treviso e diverse esperienze italiane alle spalle. È un giocatore di sistema che, oltre ad avere punti nelle mani, riesce a mettere in ritmo il talento dei compagni di squadra. Il tiro è la specialità della casa ma è un esterno completo, che assicura anche difesa, energia ed una buona mano alla voce rimbalzi. Le sue cifre: 13 p.ti, 4 falli subiti, 5 rimbalzi ed un insolito 23% da tre (su quasi sei tentativi a match). Per lui anche 3 assist ad allacciata di scarpe. Sul perimetro c’è anche la guardia del 1998 Davide Denegri che, negli anni,è cresciuto molto ed è stato meritatamente promosso titolare. 26’ per gara, in cui assicura un apporto a tutto campo, sia nella metà campo offensiva che pressando il portatore di palla avversario. Per lui 8.7 p.ti e 2.3 assist a partita. Basse al momento le percentuali dal campo, con il 33% dalla media ed il 26% da oltre l’arco dei 6.75. L’ala pivot è Niccolò Martinoni (1989), “quattro” atipico che si affida alle mani da esterno puro ma che non è certo il classico intimidatore d’area. Le sue attuali cifre stagionali recitano 15 p.ti e 7.3 rimbalzi ad incontro. Buono inoltre il 50% da due mentre sta al momento faticando da tre (30%), arma che non di rado usa per aprire il campo e colpire i più lenti lunghi avversari. Va più spesso del passato in lunetta (90%), poiché gioca un po’ di più uno contro uno. Più “cattivo” quest’anno, con 2 stoppate di media! Nel pitturato garantisce una mano anche il confermato Riccardo Cattapan, pivot del 1997 (ex Moncalieri in serie B, con cui ha pure vinto lo scudetto U20) che è uno dei lunghi più fisici ed interessanti nel panorama nazionale. Finora ha contribuito alla causa con 12’ di campo, 3.3 p.ti (63% da due), 3.7 rimbalzi e più di una stoppata per partita. Intimidazione e presenza in area colorata il suo biglietto da visita. Grande impatto anche per il play-guardia del 1999 Fabio Valentini (7.7 p.ti, 57% da due, un migliorabile 28% da tre, ben 4.3 assist in 21’ di parquet) che nel corso delle prime tre giornate ha scalato letteralmente le gerarchie e guadagnato posizioni importanti. Da rivedere però il 43% dalla linea della carità. Sul perimetro una grossa mano, e minuti importanti (19.3’), arrivano anche dal play-guardia, scuola Cantù, Luca Cesana (1997) che la passata stagione si è diviso, sempre con un ruolo di primo piano, tra Treviglio ed Eurobasket Roma (dove ha chiuso con il 44% da tre). Scrive a referto 6.3 p.ti e 3.4 rimbalzi per partita. Dal campo conclude con il 50% da due ed un non esaltante 26% da tre. In lunetta lo si vede poco ma, quando ci va, sono dolori (43% ai liberi). Troviamo poi il 1995 Leonardo Battistini che è un “tre” che può giocare “quattro” per via di una versatilità ed atletismo notevole. A Matera (in B) ha fatto grandi cose, chiudendo la stagione con 16.3 p.ti, 62.7% da due, 5.5 rimbalzi di media. Si è sbloccato contro Siena (12 p.ti, 2/4 da tre, 5 rimbalzi in 14’ di utilizzo). Poco spazio finora per la guardia-ala del 2000 Federico Banchero e l’ala-pivot Niccolò Lazzeri, sempre del 2000.