I numeri di Latina, prossimo avversario della Pallacanestro Trapani

13.04.2018 13:25 di SNT Redazione  articolo letto 32 volte
Fonte: pallacanestrotrapani.com
I numeri di Latina, prossimo avversario della Pallacanestro Trapani

Nonostante la formazione laziale si sia, in estate, notevolmente rinforzata rispetto alle stagioni passate, con la firma di due americani di sicuro rendimento ed il generale, e sensibile, innalzamento del livello del gruppo di italiani del quintetto, i risultati finora conseguiti dalla banda di coach Franco Gramenzi, esperto stratega, regalano a Latina una posizione di classifica non esaltante. Il “trentello” casalingo rimediato da Treviglio mette a serio rischio i play-off e denota un momento di forma non brillantissimo. In tal senso, le ridotte rotazioni del roster neroazzurro stanno incidendo non poco. Andiamo ai singoli. Il playmaker è l’ex granata Riccardo Tavernelli (1991) che, dopo la sfortunata parentesi in Sicilia, è tornato sui suoi livelli in un ambiente che conosce bene. Molto abile in 1c1 (non a caso si procura tanti falli che tramuta efficacemente in lunetta) e nel rifornire di assist i compagni. Prezioso poi il suo contributo a rimbalzo, mentre il tiro dal campo lo sta premiando da due (54%), mentre da tre fatica non poco (25%). I suoi numeri: 8.7 p.ti, 4.6 falli subiti, 3.8 rimbalzi e ben 5.2 assist a match. Nel ruolo di guardia troviamo Andrea Saccaggi (1989) che, oltre al tiro da fuori (il suo marchio di fabbrica), sta trovando sempre maggiore fiducia anche nella gestione della palla, nonché nel prendersi qualche iniziativa in più in uno contro uno. Finora incide sul campo con 9.4 p.ti, 2.3 falli subiti e 2.9 assist di media. Infine il 33% da tre su quasi cinque tentativi ad incontro. Poi c’è Alex Ranuzzi (1986) che è un “tre” che può tenere botta anche da “quattro”, in virtù di doti atletiche da categoria superiore e di un carattere da lottatore (che fiuto a rimbalzo!). Arrivato “in corsa” da Scafati (appena 6 gare per lui con la nuova maglia), sta faticando un po’ in attacco (soprattutto alla voce percentuali) ma il suo contributo è garantito. Viaggia con 6.7 p.ti e 5.5 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Male però dal campo (38% da due, 24% da tre), ancor peggio dalla lunetta, con il 53%. Il “quattro” è Benjamin Raymond (1987) che ha la mole del pivot ma movimenti e mani da esterno. Particolarmente difficile quindi da limitare, poiché troppo agile per i lunghi di turno ed, al contempo, troppo “fisico” per gli esterni avversari. Un rebus spesso irrisolvibile, come testimoniano le sue eccellenti cifre stagionali: 20.9 p.ti, 4.9 falli subiti, 7.8 rimbalzi e 2.1 assist per gara. Bene anche dal campo, con il 56% da due ed il 39% da tre (su quasi sei conclusioni per partita). Numeri da MVP! Titolo che si contende con l’altro U.S.A. Josh Hairston (1992) che è un lungo che ha giocato nella prestigiosa Università di Duke sotto le cure del celebre coach Krzyzewski. In Europa ha vissuto esperienze in campionati poco competitivi ma sta presidiando l’area colorata con autorità ed ha particolare confidenza con la “doppia doppia”. Giocatore prevalentemente interno, sta scrivendo a referto statistiche da urlo: 18 p.ti e 6.9 rimbalzi a match. Molto bene anche al tiro (67% da due) ed, in genere, nella pericolosità offensiva, come dimostrano i tanti falli subiti a partita, ben 4.1. Unico neo le palle perse, quasi 3 di media. Ormai titolare inamovibile è Andrea Pastore (1994), che è una guardia particolarmente estrosa che ama forzare da tre e distribuire assist di notevole coefficiente di difficoltà. Negli oltre 28’ di utilizzo medio incide non poco, nonostante stia tirando male dalla media (34% da due) ed anche dalla distanza (29% da tre), specialità che usa con continuità. Scrive a referto poi 9.1 p.ti, 2 falli subiti, 2.6 rimbalzi e 3 assist di media. L’ala-pivot Giovanni Allodi (1994) è un tassello davvero prezioso nelle rotazioni neroazzurre. Tanto spazio per lui (20’ a match) con un’ottima resa (6.2 p.ti, 4.9 rimbalzi ed un eccellente 63% da sotto). Pericoloso anche da oltre l’arco dei 6.75, specialità che usa poco ma con risultati sorprendenti (50% dalla distanza). Altro atleta che “tocca” il campo ed allunga le rotazioni è il lungo del 1997 Alfonso Di Ianni che, nei quasi 12’ di campo, fornisce il suo piccolo contributo alla causa (2 p.ti di media con il 40% da tre). Poco spazio invece per gli esterni Matija Jovovic (1997) e Matteo Cavallo (2000), nonché per il lungo Matteo Ambrosin (2000).