Ancora silenzio dal Trapani calcio, diramati intanto i criteri completi per i ripescaggi

 di Michele Scandariato  articolo letto 2108 volte
Fabrizio Salvatori
Fabrizio Salvatori

Sono passati ormai più di 10 giorni dalla sconfitta di Brescia che ha sancito il ritorno in lega Pro (o serie C come probabilmente verrà nuovamente denominata) del Trapani calcio ma ancora nessuna notizia ufficiale sul futuro della società del Presidente Vittorio Morace. Una retrocessione durissima da digerire per una città intera soprattutto dopo la rimonta del girone di ritorno che aveva illuso tutti ma scemata proprio sul più bello, in quel maledetto pomeriggio al provinciale contro il Cesena. Poi la tempesta giudiziaria che ha travolto l'azienda della famiglia Morace a complicare ancora di più il futuro del calcio a Trapani. Sono passati dieci giorni, dicevamo, senza alcuna presa di posizione ufficiale da parte della società sulle prospettive future ma il tempo stringe anche perché gli adempimenti per iscrivere la squadra al nuovo campionato incombono, a cominciare dalla predisposizione della documentazione per ottenere la licenza nazionale (da presentarsi entro oggi), presupposto indispensabile per la partecipazione alla Lega Pro ma anche per poter aspirare ad un eventuale ripescaggio nel caso di eventuali defezioni di altre società.

Le notizia delle difficoltà della Ternana a caldo avevano riacceso la fiammella della speranza per un eventuale ripescaggio, ma francamente, a nostro parere, non è il caso di alimentare illusioni sulle reali possibilità che il Trapani avrebbe di potere accedere nuovamente alla serie B. I criteri di ripescaggio per la stagione sportiva 2017/18, appena diramati, lasciano infatti poche possibilità alla società granata perchè se è vero che il Trapani avrebbe il maggiore punteggio (51 punti come squadra classificata al 19° posto nell'ultimo campionato di serie B) per la  “classifica dell’ultimo campionato disputato” (che viene poi ponderato al 50 %) è altrettanto vero che negli altri due criteri, per ognuno dei quali viene attribuito un punteggio ponderato al 25 %, il Trapani sarebbe certamente svantaggiato rispetto a società come Parma, Lecce o Livorno (solo per citarne alcune) per quanto concerne la “tradizione sportiva della città” (campionati disputati in A, B e C dagli anni ’30 con maggiori punteggi per i campionati di serie A o vittorie in trofei nazionali od internazionali) e per il “numero medio degli spettatori allo stadio negli ultimi cinque anni”. Tutto dipenderà,  ovviamente, dall’eventuale numero di squadre che nel caso presenteranno istanza di ripescaggio.

Se tali discorsi possono, pertanto, apparire ancora prematuri, tuttavia, la maggiore preoccupazione della tifoseria è quella di conoscere le intenzioni della proprietà sul futuro del calcio professionistico a Trapani dopo la retrocessione. E’ chiaro che in questo particolare momento le preoccupazioni maggiori della famiglia Morace non possono essere rivolte al calcio ma è altrettanto vero che esistono anche altri organi societari, come il direttore sportivo Fabrizio Salvatori, che proprio in queste ore apprendiamo domani sarà a Roma per la consegna del Premio Fair Play finanziario 2015/16 da parte del CONI (che la società granata contende a Cagliari e Cesena) che potrebbe fare chiarezza per dipanare ogni dubbio che legittimamente una città intera si sta ponendo. 

Solo dopo si potrà parlare dell’allenatore (Alessandro Calori potrebbe anche rimanere ma solo a certe condizioni) e di una squadra completamente da rifondare che inevitabilmente, per diverse ragioni, perderà probabilmente quasi tutti i titolari della passata stagione (Coronado, Pigliacelli, Colombatto, Barillà, Citro, Casasola, Nizzetto, Manconi, Jallow, Curiale). Ma intanto il silenzio continua, più assordante che mai.