Game over

24.05.2018 20:00 di Michele Scandariato  articolo letto 194 volte
Game over

Nessuna scintilla granata, la doppia sfida con il Cosenza per il Trapani è stata solo una drammatica Caporetto. Probabilmente i granata avevano dato tutto nella faticosa rincorsa a Lecce e Catania durante la stagione regolare, certo è che il Trapani visto all’opera nella doppia sfida con i calabresi è stato imbarazzante.

Mai una vera trama di gioco nel corso delle due partite, mai un’azione davvero pericolosa, una squadra apparsa in disarmo con alcuni giocatori completamente scarichi. Inevitabile l’eliminazione anche perché il Cosenza di mister Braglia è sembrata squadra di marziani, una squadra viva, pimpante, con tanto entusiasmo ed energia in corpo, tra l’altro messa benissimo in campo dal suo allenatore. Si sa che i play off funzionano così, vanno avanti le squadre che stanno meglio in quel momento, non sempre le più forti. Il Trapani, invece, è arrivato all’appuntamento più importante con le pile scariche, i granata sembravano giocare al rallentatore rispetto ai ritmi indemoniati degli avversari, soprattutto nella gara di andata a Cosenza.

E’ finita dunque come nessuno poteva immaginare solo qualche settimana fa ma il campanello di allarme della disfatta dell’ultima giornata, guarda caso proprio a Cosenza, forse avrebbe dovuto scuotere un ambiente che forse ha sottovalutato quel campanello di allarme.

La presunta lite tra Evacuo e mister Calori e l’implosione di uno spogliatoio apparentemente unito fino a poco tempo fa hanno poi fatto da cornice al dramma sportivo che si è consumato nella triste serata di ieri al Provinciale.

Va dunque in archivio un’annata sportiva che per sforzi economici fatti dalla proprietà meritava ben altro epilogo. Che l’obiettivo fosse quello di tornare subito in serie B nessuno lo aveva mai nascosto.

Finire così, con la inevitabile contestazione dei tifosi per un finale di stagione in cui si è buttato alle ortiche tutto quanto di buono si era costruito durante l’anno, fa ancora più male.

Sullo sfondo le solite incertezze sul futuro per una proprietà che potrebbe anche passare la mano dopo 13 anni in cui il calcio trapanese dall’eccellenza è arrivato fino alle soglie della serie A sotto la presidenza di Vittorio Morace.

Ci vorrà del tempo per metabolizzare quanto successo ieri sera, tra non molto, però, sarà già il momento delle decisioni che una città intera aspetta con ansia di conoscere. A cominciare dalla posizione del direttore tecnico Fabrizio Salvatori e del mister Alessandro Calori che a fine gara non hanno nascosto il loro profondo dispiacere per la sconfitta.

Che il tempo di Alessandro Calori a Trapani sia terminato sembra un fatto ineludibile. Difficile ipotizzare che il mister toscano, dopo un simile epilogo, possa sedere ancora sulla panchina granata il prossimo anno.

Nel calcio contano solo i risultati e in questa stagione sportiva, nonostante i tanti punti raccolti in campionato, gli obiettivi sono stati falliti. L’ulteriore anno contratto non dovrebbe costituire ostacolo insormontabile per mister Calori che prima di qualsiasi altra cosa ha dimostrato di essere persona coerente e seria.

Analogo sembrerebbe il destino del direttore tecnico Fabrizio Salvatori il cui contratto è in scadenza il prossimo 30 giugno, poi sarà la volta dei giocatori anche se ovviamente ogni valutazione passa in secondo piano rispetto alle decisioni che la proprietà prenderà sul futuro della società.