Primo bilancio granata

01.10.2018 09:01 di Piero Salvo  articolo letto 336 volte
Fonte: La Sicilia
Primo bilancio granata

Si chiude nel migliore dei modi il primo mini ciclo della stagione del Trapani. Il bilancio delle prime quattro gare non poteva essere migliore: quattro vittorie (tre in casa e una fuori), dieci gol fatti, uno subito, la coesione del gruppo che cresce di partita in partita, un gioco a tratti piacevole ma sempre chiaro da capire sia da parte dei calciatori che del pubblico. Insomma meglio di così non si poteva iniziare dopo un estate tribolata, dopo la mancata cessione della società e tutte le vicissitudini che ne sono seguite. L’arrivo del Ds Rubino e del tecnico Italiano hanno compattato l’ambiente con la società che in attesa della cessione ha rilanciato le ambizioni per un campionato non anonimo e di galleggiamento come era stato annunciato al raduno in sede della squadra. Un trend importate che si è manifestato anche sabato sera nel derby contro il Siracusa, con i granata che alla fine l’hanno spuntata, soffrendo, mettendo in campo umiltà e sacrificio caratteristiche principali per voler far bene nel campionato di serie C. Contro la formazione di mister Pagana i trapanesi hanno mantenuto la loro solita ossatura: 4-3-3 condito da manovre palla a terra e con gli inserimenti delle mezze ali e con gli attaccanti esterni che a turno ripiegavano per dare una mano al centrocampo. La gara inizialmente sembrava incanalarsi come le prime tre, e in piena continuità con il secondo tempo contro la Leonzio con il pallino del gioco in mano ai locali che si portavano anche sul 2-0, poi dai primi minuti della ripresa le sorti del match cambiavano con il Siracusa che poco a poco usciva segnando anche il gol del 2-1 per mettere in seria difficoltà il Trapani nella parte finale della gara . E proprio questa dinamica lascia adito a delle riflessione sulle potenzialità reali della squadra. Se davvero l’undici di mister Vincenzo Italiano può ambire a giocarsi il campionato (programma mai annunciato dalla società che mira ad un buon torneo) con Catania (se rimarrà in C), Catanzaro, Casertana oppure farà parte del lotto delle squadre che si giocheranno le posizioni nobili dei play off. Si perchè già come successo nel primo tempo contro la Sicula Leonzio i granata dalla cintola in su sembrano sempre poter creare pericoli mentre in fase difensiva qualcosa lasciano all’avversario.  Avversari che fin ora non conoscevano il Trapani, che erano nella fase iniziale del campionato ma che dalla prossima partita guarderanno i granata con un occhio diverso più attento e rispettoso affrontandoli con un piglio diverso, con le prossime quattro partite (Monopoli e Catania lontano dal Provinciale e Bisceglie e Rieti in casa) che saranno davvero importanti per capire dove può arrivare questo Trapani ottimamente allenato dal giovane ed ambizioso Vincenzo Italiano, ma che sulla carta ed in certi frangenti del match sembra nonostante i numeri da rullo compressore lasciare qualcosa per poter attaccare il primato. Anche contro il Siracusa oltre la vittoria bisogna segnale le buone prestazioni dei singoli che stanno crescendo di gara in gara smentendo gli scettici sui vari Dini, Mulè, Ramos, Taugordeau, Golfo, segno che la squadra è ben allenata ha una sua fisionomia e che i singoli si riconoscono nel gruppo e lavorano per quello. Su tutti l’esempio del regista francese che reduce dalla pessima esperienza in granata della passata stagione si sta rivelando una delle pedine fondamentali con il gol che ha coronato un ottima prestazione contro i biancazzurri. Insomma le premesse per far bene ci sono tutte ma adesso bisogna superare i primi veri esami di maturità per capire dove il Trapani può davvero arrivare.

Pubblicato su "La Sicilia" del 01.10.2018