Tra sogno e realtà

l'editoriale di Salvatore Puccio
04.05.2016 17:27 di Salvatore Puccio   Vedi letture
Tra sogno e realtà

Se qualcuno ha storto il muso o è rimasto rammaricato per la mancata vittoria dei granata, sabato al “Provinciale”, non appartiene a questo splendido cammino che il Trapani sta facendo in campionato e non ha diritto di sognare. Si, perché, vada come vada, questa squadra ci ha regalato un grande sogno. Forse per qualcuno la vittoria era d’obbligo, allora dico a questo qualcuno che invece la truppa di Cosmi ci ha abituati troppo bene ed il pareggio contro il Novara ci sta tutto per due motivi ben precisi: intanto, per un calo atletico e mentale, che è fisiologico, a questo punto del campionato, perché questa squadra sta tirando la carretta da un bel po’ di settimane, con prestazioni ad alti livelli. Ed i ragazzi granata non sono delle macchine ma degli esseri umani. Poi, perché ci sono pure gli avversari che vanno in campo per vincere ed il Novara di sabato non è certo una squadra di bassa classifica, ricordiamoci di cosa è stata capace di fare nel girone di andata. Il Novara ha avuto il merito, tatticamente, di occupare con ordine tutte le zone del campo, impedendo al Trapani di giocare come sapeva e ne è uscita fuori una partita equilibrata, in cui non c’è mai stato risultato più giusto che lo 0 a 0 finale.

Paradossalmente (per qualcuno n.d.r.), dico che il pareggio contro i piemontesi è un punto guadagnato bello e buono. Frutto della maturità che la truppa di Cosmi acquisisce di partita in partita, perché in passato gare equilibrate, come quella contro i biancoazzurri, il Trapani magari le avrebbe perse. Maturità che i granata hanno acquisito, a mio modesto parere, anche grazie alle continue arrabbiature di Serse Cosmi, che non finisce mai di scalpitare in panchina, dovesse la sua squadra vincere pure per 6 o 7 a zero. Mai domo il tecnico perugino, così facendo è entrato nel DNA dei suoi giocatori. A qualcuno potrebbe sembrare esagerato il suo atteggiamento, ma ai suoi ragazzi no. Lo hanno metabolizzato, non innervosendosi e non agendo istintivamente. Lo hanno invece scannerizzato nelle loro menti ed hanno cominciato ad incedere in questo campionato cadetto da grande squadra. E si, perché il tredicesimo risultato utile conseguito con il pari di sabato ed il mantenimento della terza piazza (grazie anche ai risultati delle inseguitrici bloccate anche loro sul pareggio), non arrivano così per caso.

Il Trapani li ha conquistati con il suo calcio concreto e bello nello stesso tempo. Da grande squadra che sa aggredire e punire cinicamente l’avversario, da grande squadra che sa capire prima e gestire poi le partite per portare lo stesso a casa un risultato positivo. Gioca senza paure, senza tentennamenti la squadra di Cosmi, aiutata sicuramente dalla ormai raggiunta salvezza, ma ora viene il bello e anche il difficile. Perché il Trapani non è più una sorpresa ma una realtà di questo campionato ed al momento è in testa al minicampionato a 6 squadre che condurrà all’unico posto rimasto per compiere il grande salto in serie A. Gli avversari  affrontano i granata dopo averne studiato ogni minimo dettaglio facendo di tutto per ostacolarne il cammino, proprio come quando si affronta una grande squadra e si tenta l’impresa. La controprova sono le dichiarazioni del mister Baroni che a fine gara non ha nascosto la propria soddisfazione per aver parzialmente interrotto la marcia trionfale dei granata e per aver rispettato il piano partita che mirava principalmente ad annientarne le fonti di gioco.

Adesso però viene il bello, come dicevamo, siamo allo sprint finale, i granata sono attesi da tre partite difficilissime che stabiliranno la griglia dei playoff a cui il Trapani, a meno di malaugurate catastrofi, dovrebbe partecipare a pieno titolo. Nello scorso turno un solo successo casalingo e ben 4 partite che sono finite 0 – 0, a significare che ormai è finito il tempo della spensieratezza e che ogni squadra gioca con il coltello tra i denti per portare un risultato positivo a casa. Anche un risicato pareggio a reti bianche in questo momento è oro colato, poco o nulla contano il fattore campo o il blasone, l’unica cosa che conta è quello che si riesce a mettere in campo e con quale approccio mentale affronti la gara. 

I granata di mister Cosmi se vogliono continuare a vivere, e farci vivere, questo sogno meraviglioso dovranno invece continuare a giocare in modo spensierato, proprio come hanno fatto finora. Guai, se proprio adesso, proprio sul più bello, cominciassero a fare calcoli che li porterebbero, inevitabilmente, a sentirsi addosso quella pressione che finora non hanno avuto, di raggiungere a tutti i costi un obiettivo. Ma Serse Cosmi queste dinamiche le conosce perfettamente, lui perennemente “arrabbiato” in campo, fuori dal campo sa essere un abile psicologo. Non avrà difficoltà, il buon Serse, a trasmettere la giusta serenità ai suoi ragazzi per fargli capire che in fondo, vada come vada, sarà un successo, un grande successo, tra sogno e realtà, come recita lo slogan che la magnifica curva granata ha esposto sabato al “Provinciale”. Leicester docet. 

Salvatore Puccio