Trapani, non smettere di sognare. Voci incontrollate, vietato smantellare il lavoro di chi c'era prima

Esperto di mercato per TuttoMercatoWeb.com e TMW RADIO, coordinatore di TodoMercadoWeb, collabora con Calcio 2000 e TMW Magazine)
17.08.2016 14:45 di Alessio Alaimo Twitter:    Vedi letture
Trapani, non smettere di sognare. Voci incontrollate, vietato smantellare il lavoro di chi c'era prima

Ho cominciato a seguire le sorti del Trapani nell'ottobre 2012, quando la lungimirante e capace proprietà granata ha affidato le chiavi della società a Daniele Faggiano su consiglio di Giorgio Perinetti. Ero certo che il Trapani dall'arrivo di Faggiano nell'ottobre 2012 in poco tempo avrebbe fatto cose importanti. Perinetti (che intanto era andato via da Palermo per fare posto a Lo Monaco, salvo poi – come era normale – ritornare per cercare di mettere a posto i cocci di una stagione disgraziata culminata con la retrocessione) non ha bisogno di presentazioni e il consiglio a Morace è stato quello giusto. Perché Faggiano è direttore sportivo preparato e tutto d'un pezzo che s'è fatto da solo partendo dal basso. Non scopro di certo nulla di nuovo se affermo che la macchina perfetta Trapani ha avuto un solo protagonista in questi anni, lo stesso Daniele Faggiano che ha costruito nel tempo un organico in grado di far sognare una città intera. Lo stesso Daniele Faggiano che insieme a Cosmi ha fatto sognare una città e che adesso dai trapanesi viene accusato di tradimento. Faggiano in serie B aveva fatto una scelta decisa, chiara e ponderata: solo Trapani, rifiutando lusinghe più importanti come Ascoli e Bari. Poi è arrivata la chiamata, improvvisa, di Zamparini. La serie A, una sfida avvincente impossibile da rifiutare. Trapani con il tempo capirà. Il sogno, comunque, continua. Faggiano ha lasciato un'eredità importante, fatta di uomini che giornalmente lavorano con impegno e dedizione verso la causa granata. Dai team manager a Cosmi (scelta del ds) e lo staff ma anche calciatori che hanno fatto le fortune dell'allenatore e di tutto l'ambiente trapanese. Petkovic, Scozzarella, Coronado. Tutte intuizioni preziose. In questo mercato il ds - oggi al Palermo - ha portato in granata elementi validi di cui sentiremo parlare. Dal portiere Guerrieri – che come Nicolas allenato da Franco Paleari potrà solo migliorare – fino a Crecco e altri ragazzi che hanno voglia di far bene ed imporsi. Ci sono voci incontrollate su possibili partenze, da Montalto allo stesso Crecco, fino a Canotto e Citro. Tutti giocatori di marca Faggiano, farli partire significherebbe smantellare il lavoro di chi c'è stato prima e ha fatto cose impensabili per il Trapani fino a poco tempo fa. Dare continuità al lavoro di chi c'era prima, vorrebbe dire lavorare con lungimiranza e l'umiltà giusta per proseguire il percorso. Pasquale Sensibile ha un'eredità pesante, non fare rimpiangere chi a Trapani fino a poco tempo fa era più popolare del sindaco e del santo patrono della città. Il nuovo ds dopo qualche esperienza professionale poco brillante e alcune stagioni all'ombra di Sabatini alla Roma, ha voglia di fare bene e sa che ha una grande occasione concessagli grazie all'amicizia con Serse Cosmi (Sensibile suggerì Cosmi a Zamparini per il Palermo quando venne esonerato Delio Rossi dopo lo 0-7 del Barbera di qualche anno fa). Machin una buona operazione che darà frutti importanti. Proseguire sulla scia di quanto fatto da chi conosce vita, morte e miracoli dell'ambiente Trapani e che adesso è andato a misurarsi in un contesto più ambizioso, in un anno di transizione come lo sarà questo per il Trapani, sarebbe importante. Dimenticare il passato, azzerarlo e cambiare tutto può essere un azzardo. Sensibile lo sa e sono certo che difficilmente cambierà tante pedine: sarebbe un autogol non da poco. E da uomo di calcio qual è, il nuovo e giovane ambizioso direttore, si muoverà alla ricerca delle pedine giuste. Senza provare a cancellare il lavoro di chi rimarrà nella storia del Trapani per molti anni...